martedì 19 agosto 2008

L'immigrazione a Quarto Oggiaro di Veronica Borraccino

Negli ultimi tre anni, è stato possibile misurare con occhio l’aumento dell’immigrazione a Quarto Oggiaro. Nonostante ci sia una maggioranza di stranieri di origine albanese, marocchina, egiziana e altro; è più facile notare l’aumento dei cinesi nel quartiere, perché con il loro arrivo corrisponde spesso l’apertura di una nuova attività lavorativa. La concentrazione più alta d’imprese cinesi a Milano è proprio in Zona 8 (Quarto Oggiaro, Accursio, Gallaratese, Villapizzone) col 38% del totale. Fino a cinque anni fa, non c’era in pratica nessun tipo di esercizio commerciale cinese a Quarto Oggiaro. Due anni dopo comparivano già i primi negozi in Via Trilussa e in Via De Roberto; fino ad arrivare a oggi, dove se ne possono contare oltre dieci.

Che ormai la forza lavoro cinese, sia diventata un gigante dell’economia mondiale e un esempio di espansione molto rapida; era ben noto. Meno visibili invece sono le tematiche famigliari, anch’esse partecipi di questo incremento sul territorio estero. Quella che è una vera e propria cultura, il numero come potenza, la quantità come risorsa. In un nucleo famigliare spesso si richiede a tutti, una collaborazione misurata. Anche un bambino di otto anni è dunque in grado di rappresentare un sostegno nell’attività lavorativa di famiglia. Quante volte c’è capitato di entrare in un negozio cinese e trovare bambini che nel loro piccolo davano una mano. I cinesi spesso quando ne hanno la possibilità, aiutano parenti e amici a espatriare e a crearsi una loro attività; oppure a entrare a far parte della loro. La regola primaria però è sempre la stessa, una preselezione basata sul filtraggio per razza. Nonostante sia immaginabile una cinese presentare un curriculum per un datore di lavoro italiano, rimane ancora difficile pensare a una situazione nella quale i ruoli si invertono.

Le etnie marocchine, albanesi ecc sono ancora delle minoranze, perlomeno in termini imprenditoriali, mentre vediamo i cinesi come attuale “pericolo” per l’economia del paese. Seppur spiacevole, è doveroso ricordare la corrente di pensiero di molti, che vedono certi stranieri come un altro genere di “pericolo”cioè criminale. Non siamo abituati, a sentire di cinesi che commettono reati come stupri o rapine in Italia. Crimini che invece siamo educati dai media ad associare con molta facilità a certi extracomunitari. Almeno in questo caso, è palese che Quarto Oggiaro è stato ed è tuttora un quartiere a rischio, anche per colpa di una criminalità che almeno ai piani più alti è di stampo italiano.

Il numero delle attività cinesi nel quartiere è dunque aumentato e ci si chiede se Quarto Oggiaro si avvii a diventare una nuova Paolo Sarpi. O se ci aspetti un orizzonte come quello di zone come Lotto e S. Siro, dove i residenti sono ormai quasi per la maggioranza stranieri. Con il suo alto numero di case popolari, il nostro è un quartiere predisposto per le classi economicamente a rischio. Bisogna ricordare, infatti, che i primi cittadini di Q.O erano italiani emigrati dal sud, al tempo una parte della società considerata più bisognosa. Oggi invece i sostegni economici, domiciliari, scolastici e di altro genere; sono spesso riconosciuti per primi agli stranieri, spesso a loro mal grado rappresentati di una necessità di aiuto prioritario.

Quarto Oggiaro insomma, ha colorato i volti dei suoi cittadini, accogliendo nuove razze intorno a se. Si spera quindi, che questo possa contribuire a far crollare finalmente l’immagine e forse quella che è stata una realtà, del quartiere razzista per eccellenza di Milano.

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