mercoledì 8 ottobre 2008

Raccolta NON-differenziata - lettera di una lettrice

Caro direttore,piovono da tutte le parti appassionate e giustificate esortazioni,visto il pessimo stato di salute del pianeta, alla determinante sensibilizzazione generale per quanto riguarda la necessaria pratica della raccolta differenziata, ma, fatto salvo la buona volontà di molti privati, da parte di chi ci governa, stato e comune, è solo un’ipocrita bla- bla perché proprio  nelle scuole, da cui dovrebbe partire l’esempio di tale modalità di raccolta e di ottima educazione ambientale, in pratica  non si fa ed è presto  spiegata la ragione. Da qualche parte, negli edifici scolasitici, cercandoli ,ci sono dei bidoni in cui raccogliere la carta e la plastica ma, dato che ogni aula è fornita di un solo un paio dei classici cestini da ufficio  anonimi, piccoli e identici, di fatto viene mescolato tutto : carta (tanta!),plastica ( molta: colle, biro ,pennarelli scarichi ecc. ) e resti di merende; quindi, come non avesse già abbastanza a cui pensare, dovrebbe essere sempre l’insegnante ad addossarsi l’incarico di dirigere in classe il traffico della differenzazione  dei rifiuti, cercando però di non complicare la vita alle commesse già in  sottonumero e sovraccariche di mansioni. Ecco perché in quei sopracitati bidoni va  a finire una percentuale ridicola della reale quantità del materiale riciclabile gettato via: e il colmo è quando la scuola  viene multata  per aver contravvenuto alla  norma sulla separazione dei rifiuti ! Stato e comune che puniscono praticamente se stessi riprendendosi parte della  già esigua somma elargita alla scuola in nome dell’autonomia scolastica. Pertanto vorrei lanciare un appello al ministro Gelmini; perché la raccolta si faccia davvero e il messaggio trasmesso ai nostri svegli alunni ,che al suono della campanella vedono  puntualmente svuotare i cestini  in un unico sacco nero,sia serio ed efficace ,la raccolta andrebbe fatta di classe in classe ,grazie a degli adeguati contenitori  ufficiali, facenti parte dell’arredo scolastico,come i banchi,i gessi e le lavagne, accattivanti e contrassegnati da scritte chiare sulla loro funzione  e finalità, e se la risposta a ciò dovesse essere che mancano i fondi per tale iniziativa , ai suoi recenti annunci di mirabolanti lavagne computerizzate in arrivo nelle scuole italiane non posso allora trattenermi dal rispondere ,imitando il grande Totò :” Ma ci faccia il piacere ! “

 Vincenza Trice

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