giovedì 20 maggio 2010

20 MAGGIO 2010: OPERAZIONE ANTIRACKET NELLE CASE POPOLARI DI QUARTO OGGIARO

(Ansa) MILANO - Dalle prime ore di stamani è in corso, a Milano, un'operazione della polizia nei confronti di un'organizzazione che gestiva occupazioni abusive in alcuni stabili milanesi di proprietà del Comune. Secondo quanto riferito oltre cento uomini stanno eseguendo arresti e perquisizioni.

Secondo quanto si è appreso c'é anche un pubblico funzionario, un ispettore della Gefi (che allora gestiva per conto del Comune di Milano gli alloggi oggetto delle perquisizioni) tra i cinque arrestati dell' operazione antiracket condotta stamani dalla Squadra mobile e dal Commissariato Quarto Oggiaro nell'omonimo quartiere della città. Le accuse sarebbero di associazione per delinquere finalizzata alla compravendita di occupazioni abusive in alloggi pubblici e concussione, in quanto l'uomo era incaricato di pubblico servizio. Gli altri quattro destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura di Milano sono i due custodi degli stabili interessati dall'indagine, un noto pregiudicato del quartiere, legato alla criminalità organizzata, e un quinto uomo che veniva usato come 'manovale' per sfondare le porte.

C'ERA ANCHE UN TARIFFARIO - L'indagine, secondo quanto riferito dalla Polizia è partita alcuni mesi fa, da segnalazioni molto circostanziate a cui hanno fatto seguito decine e decine di casi, scoperchiando quella che sembrerebbe una prassi consolidata: la compravendita di occupazioni abusive in un quartiere da decenni al centro delle operazioni delle forze dell'ordine per traffici e spaccio di droga e per la presenza della criminalità organizzata di stampo mafioso. Proprio un uomo legato alla 'mala', conosciuto da tutti, nel quartiere, Gaetano Camassa, era il perno delle occupazioni, grazie alla complicità di un ispettore, Marco Veniani, la cui società per conto del Comune aveva in gestione (ai tempi dei reati contestati) l'appalto delle case popolari. La pratica era talmente abituale che c'era anche un tariffario: 2.500 euro per un 'pacchetto' che comprendeva segnalazione della casa "libera" per la morte di un vecchietto, per uno sgombero dei vigili o perché sfitta; consegna delle chiavi oppure, nel caso fosse stata "blindata" per impedirne l'occupazione, intervento di un operaio specializzato nella forzatura delle porte. In questo caso i prezzi arrivavano anche a 2.500 euro.
 
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Fingendo di essere in cerca di un appartamento, un componente dell'associazione Sos racket e usura è riuscito a fissare un appuntamento con G.P., una donna coinvolta in questo traffico, presentandosi però all'incontro con un registratore nascosto, mentre un altro associato filmava la conversazione. La donna vanta la sua merce: "Un due locali - dice - molto grazioso". Il costo è di 1.500 euro

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