giovedì 9 dicembre 2010

A QUARTO OGGIARO CASE POPOLARI, NIENTE CUSTODI PORTINERIE OCCUPATE DA ABUSIVI

Repubblica — 30 novembre 2010   pagina 2   sezione: MILANO
CHIUSE e sbarrate, oppure occupate da abusivi. Le dodici portinerie degli stabili popolari di Quarto Oggiaro, di proprietà del Comune, non funzionano. Nonostante i proclami del sindaco che ha promesso «custodi sociali qualificati a disposizione di chi ha bisogno», in via Cogne 9 la portineria è occupata. Sono ancora sigillate quelle di via Pascarella, dove i custodi erano stati arrestati nel maggio scorso con l'accusa di aver avuto un ruolo nel racket delle case popolari ai tempi della gestione della società Gefi.
Deserta anche la portineria di via Lopez 8, un complesso in cui abitano 305 famiglie. «La sicurezza si fa anzitutto con le portinerie, con qualcuno che risolve i piccoli problemi, non con l' esercito» dice Mara, 32 anni. E come lei la pensano le decine di persone che hanno scritto a Palazzo Marino. «Serve qualcuno che faccia da garante - sostiene Giuseppe, 38 anni - una persona per bene». Il custode sociale, appunto. Daniela Reho, consigliera di zona del Pdl, a nome di una cinquantina di condomini di via Lopez ha scritto ad Aler e a Palazzo Marino: «La mancanza del custode - si legge nella lettera - comporta un ulteriore degrado del cortile e dello stabile. Il custode garantiva anche sorveglianza».
Il vicesindaco Riccardo De Corato ha girato la richiesta ad Aler, che gestisce le case popolari a Quarto Oggiaro. In via Lopez il custode non c' è da un anno. Aler spiega il perché in una nota: «Dal primo ottobre 2009 abbiamo preso in gestione 150 portinerie del Comune, 134 delle quali sono coperte e 4 lo saranno a breve. Le 12 di Quarto Oggiaro sono invece occupate abusivamente dagli ex custodi, assunti dai gestori precedenti, verso i quali è avviato il procedimento di sgombero». Alcuni in realtà se ne sono andati, ma il sostituto non è mai arrivato. Lorenzo Altamura, 70 anni, ex operaio, vive in via Lopez 8 dal 1962. Sul vetro del locale per il custode è appeso un cartello: «Si prega di non lasciare posta, la portineria è chiusa da un anno». La porta dell'appartamento di fianco al suo è stata sfondata dalla polizia un mese fa, il vicino è stato arrestato per traffico di droga. «Il portiere non risolverebbe tutti i problemi di Quarto Oggiaro - dice Lorenzo - ma almeno avremmo qualcuno a cui appellarci per le piccole cose, dalla pulizia delle scale alla spazzatura». L' immondizia è abbandonata in cortile perché il capanno di raccolta in cemento costruito da Comune ha lo sportello di carico piccolo, e i sacchetti non ci entrano. In via Cogne 9, invece, il portiere c' è, ma abusivo. E non prendendo più lo stipendio, non lavora. Si chiama Osman Salih, ha 56 anni, da 25 vive in Italia. «Non voglio essere messo da parte», ripete. I residenti si dividono fra chi lo appoggia (una minoranza) e chi, stanco di vederlo bighellonare nel gabbiotto, vorrebbe un custode nuovo. «Le portinerie sono l' esempio di come funzionano le cose qui - dice Marco, 19 anni - sotto elezioni il sindaco ha promesso che i portieri arriveranno, ma non succederà nulla». L' ultimo annuncio della Moratti sul «potenziamento del servizio dei custodi sociali» è del 4 novembre scorso. Il 18 novembre, invece, la Regione ha annunciato il "piano di incentivi": 10 milioni di euro per aiutare le giovani coppie a comprare casa. Per Franco Mirabelli, consigliere regionale del Pd, «il bando prova la crisi del Pirellone. Lo scorso anno i milioni per la stessa voce furono 47, e il nuovo piano triennale per le residenze pubbliche, di 130 milioni, non è che un decimo degli 1,4 miliardi del periodo 2005-2007». - (franco vanni)

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