martedì 28 dicembre 2010

Ricordiamo i Martiri del Poligono

Mercoledì 29 Dicembre alle ore 18 in Pz.le Accursio le sezioni ANPI di Zona 8 ricorderanno i martiri della Resistenza Antifascista fucilati al Poligono il 31 Dicembre 1943. Gli iscritti all'ANPI e tutti gli antifascisti sono invitati a partecipare per ricordare chi si è sacrificato per darci  una Costituzione democratica e rinnovare l'impegno a rivendicarne l'applicazione e la difesa da chi la vorrebbe affossare.
volantino e sintesi storica dell'evento

L’eccidio della Cagnola
Cesare Poli (lapide in Piazza Grandi 18)
Cesare Poli, nato a Milano l’11 novembre 1891, di Leonardo e Luigia Sticotti, dopo gli studi iniziò la professione di rappresentante di commercio. Nell’ottobre del 1943 compì le prime azioni, organizzando l’attività clandestina tra gli operai della periferia.
Nella sua abitazione, al momento dell’arresto, gli fu trovata nascosta nel muro una radio clandestina, materiale esplosivo, armi e stampa. Venne catturato insieme a Gaetano Andreoli, Angelo Scotti e Arturo Capettini, tutti appartenenti alla Terza GAP.
Condotti al carcere di San Vittore con l’accusa di “costituzione di banda armata”, vennero sottoposti a snervanti interrogatori e continue torture, ma nessuno dei tre parlò.
Il Tribunale straordinario militare di guerra, riunito il 31 dicembre 1943, condannò alla pena capitale i tre partigiani e nella sentenza emessa si può leggere: “Cesare Poli, imputato dei reati previsti e puniti dagli articoli 241, 270, 272 e 284 del Codice penale comune, per aver diretto vaste organizzazioni comuniste e per aver in correità con il Capettini cooperato nella fabbricazione di ordigni esplosivi e nella detenzione degli stessi e di materiale di propaganda comunista, al fine di provocare un movimento insurrezionale armato contro i poteri dello stato”.
Poli, Andreoli e Capettini vennero fucilati al poligono di tiro cittadino della Cagnola, il 31 dicembre del 1943. Ad Angelo Scotti, che aveva presentato domanda di grazia, la pena venne tramutata in ergastolo.
Poco distante dal luogo dell’esecuzione, in Piazzale Accursio, venne eretto un cippo per ricordare l’eccidio.
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