mercoledì 1 dicembre 2010

TORRI DI VIA DE ROBERTO IN COMMISSIONE CASA VENERDI' 3 DICEMBRE. I RACCONTI DEGLI INQUILINI

Venerdì 3 Dicembre alle 13.00, presso il Consiglio Comunale a Palazzo Marino la Commissione Casa e Demanio discuterà della vicenda delle Torri di Via de Roberto 5 a Quarto Oggiaro.
Alloggi residenziali pubblici per 27 anni, sono stati inseriti circa due anni fa nel Piano di Valorizzazione del Comune di Milano. Un Fondo Immobiliare appositamente creato ne ha affidato la vendita alla BNL Fondi Immobiliari del Gruppo BNP Paribas Real Estate.
Da allora 253 famiglie vivono nell'incertezza di un futuro segnato da un aut aut: o l'acquisto della casa o 5 anni di tempo per andarsene. Tutti anziani, malati, invalidi che non ci stanno.  "Queste case cadono a pezzi - dicono,- e sono piene di amianto ma noi  vogliamo restare qui e in affitto perché le banche non ci concedono un mutuo e alla nostra età non sapremmo dove andare".
Quartoweb ne ha raccolto le testimonianze e invita i cittadini a partecipare alla commissione di venerdì.
Quartoweb da oggi seguirà tutta la vicenda con una piccola inchiesta a puntate. Di seguito la prima parte.
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PRIMA PUNTATA
PROVE GENERALI DI UN FALLIMENTO SOCIALE?  A POCHI ANNI DALL'EXPO 2015, SI AVVIA IL PIANO DI VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO DEL COMUNE DI MILANO, CHE NON RISPARMIA PERO' I PIÙ DEBOLI

Nel gennaio 2010 il Comune di Milano è stato premiato da una giuria popolare di lettori del Quotidiano Immobiliare con ben due premi “Daily Real Estate 2010" per la creazione del Fondo Immobiliare per la Valorizzazione del Patrimonio. "...L’impresa pionieristica del Comune – afferma in una nota di gennaio l’assessore alla Casa Gianni Verga - è stata presa, negli ultimi due anni, ad esempio da altri comuni italiani ed è stato approvato il regolamento per il Fondo Immobiliare Nazionale per l’edilizia sociale. Si va, quindi, avanti in questa direzione che conferma anche la bontà dell’operato dell’Amministrazione comunale milanese". Peraltro, l'idea era già valsa alla Direzione Centrale Casa e alla Cassa Depositi e Prestiti una menzione speciale al “Premio Best Practice Patrimoni 2008” nell’ambito del Forum PA.
Alla maggior parte dei cittadini la nascita del Fondo Immobiliare per la Valorizzazione del Patrimonio è sfuggita del tutto o ha interessato poco. Si sa, hanno molto più appeal le pagine di cronaca nera o le pagine della Gazzetta dello Sport. Quando si parla di cose serie che riguardano, per esempio, la dismissione del patrimonio pubblico delle nostre città, sfogliamo distrattamente i quotidiani e lasciamo scorrere l'occhio sull'oroscopo, salvo poi venire travolti personalmente dagli effetti di provvedimenti la cui bontà è assai relativa.
E' questo il caso che si è verificato a Quarto Oggiaro dove 252 famiglie, abitanti da quasi 30 anni nelle sei torri rosse di via Federico De Roberto 5, si sono trovate a fare i conti con la bontà di cui sopra, rischiando ora di perdere la casa e, naturalmente, il futuro.
Facciamo un passo indietro. Siamo alla fine del 2005 e Silvio Berlusconi annuncia il suo “piano case agli sfrattati”. Un articolo di Panorama dell'8/12/05 ci ricorda anche le parole dell'allora consulente economico Renato Brunetta: "se l'inquilino di un alloggio paga puntualmente l'affitto da 20 anni con il nostro piano diventerà padrone di casa sborsando una cifra quasi simbolica". Sullo sfondo dell'articolo c'è proprio un immagine delle case rosse di edilizia residenziale pubblica di via De Roberto 5. Berlusconi, ci riferiscono gli abitanti, ci disse che le nostre case ormai erano già state ampiamente pagate in tanti anni di affitto e che non ne avremmo dovuto temere la privatizzazione. Un anno e mezzo dopo, puntualmente, il Consiglio Comunale di Milano approva il Piano Generale di Sviluppo 2006/2011, con atto n. 71 del 28/07/2006, in cui formalmente adotta la scelta della valorizzazione del patrimonio comunale ai fini della sostenibilità delle azioni programmatiche, cioè in pratica da il via alla dismissione del patrimonio pubblico.
Nasce così il Fondo Immobiliare del Comune di Milano Primo la cui gestione viene affidata a BNL Fondi immobiliari SGR p.A. attraverso un processo di selezione competitiva conclusasi in data 10 dicembre 2007. Le operazioni di vendita degli immobili inseriti nel piano di valorizzazione vengono affidate direttamente dalla BNL Fondi Immobiliari del Gruppo BNP Paribas Real Estate. Si parla di 1540 unità immobiliari (76 stabili), tra libere e occupate per un totale di 255 milioni di euro. Tra queste ci sono anche le nostre 6 torri, oltre che la rimessa interrata di piazzetta Capuana.
E qui inizia l'avventura per le 252 famiglie delle torri. Il sogno di una vita, cioè poter diventare padroni di casa da lasciare magari ai figli, svanisce alla luce delle garanzie sociali che vengono riconosciute ai conduttori dal Piano di Valorizzazione del Patrimonio approvato, ovvero soltanto uno sconto pari al 30% del prezzo di mercato dell’immobile libero, possibilità di usufrutto per gli over 65, diritto al rinnovo del contratto di locazione limitatamente ai conduttori con reddito familiare non superiore al limite previsto dalla Delibera di Giunta Regionale del 29.11.2002 n. 7/11406 purché appartenenti ad una delle seguenti categorie: nuclei familiari con presenza di ultrasessantacinquenni; nuclei familiari con portatore di grave handicap; nuclei familiari con minori a carico.
A fine giugno 2010 la BNP Paribas recapita a casa dei conduttori una lettera in cui si invita le famiglie ad esprimere una scelta entro 30 giorni: acquisto, usufrutto, rinnovo dell'affitto per 3+2 anni. Bisogna essere in regola con il pagamento dei canoni e degli oneri accessori e non essere proprietari di unità immobiliari nel territorio nazionale. Una trentina di famiglie risulta essere morosa, perché in difficoltà economiche e vengono escluse dalla trattativa.
Gli altri conduttori accorrono in banca per chiedere informazioni sul mutuo, ma per l'età media elevata (over 60) i mutui concessi sono al massimo decennali con rate anche doppie rispetto alla pensione. E i figli devono fare da garanti. Impossibile. Qualche vecchietto pensa all'usufrutto ma quando ad una coppia di 80enni vengono chiesti 25.000,00 euro per poter morire sereni nella propria casa gli entusiasmi si smorzano. Dei cento conduttori intenzionati a comprare ne rimangono ad oggi una ventina, peraltro titubanti a causa delle pessime condizioni dello stabile.
Gli stabili cadono letteralmente a pezzi, i box interrati sono puntellati perché possono crollare da un momento all'altro sotto il peso dei camion dell'AMSA, non c'è alcun rivestimento isolante esterno e quando piove l'acqua scorre a fiumi nelle camerette, le acque dello scarico fognario ribollono nei lavelli delle cucine e, come se non bastasse già l'elenco, nei camini dei bagni ciechi e delle cucine c'è l'amianto e in molti, dicono gli abitanti, si sono ammalati di patologie respiratorie. Sono case avviate alla costruzione nel 1965 con vecchi materiali. La ditta costruttrice fallì per una serie di incidenti anche mortali nel cantiere e il Comune rilevò tutto il nuovo insediamento abitativo. I primi inquilini entrarono nel 1981, per lo più dipendenti statali (carabinieri, poliziotti, vigili urbani e vigili del fuoco) e ceto medio, per tirare un po' su l'ambiente di Quarto Oggiaro.
Oggi tutte queste persone hanno più di 60 anni, sono malate e invalide, con pensioni modeste. E gli si chiede di sborsare 1.800,00 euro al mq oppure 25.000 euro per morire nel proprio letto. Chi propende per l'affitto dovrà spostarsi in una casa popolare di un altro quartiere, allontanarsi dai figli, dal medico curante, dal proprio ospedale, dagli affetti.
Bontà dell'operato, si diceva.
Non la pensano così, naturalmente, gli inquilini che si sono organizzati in un comitato. Da settembre si incontrano, partecipano ad assemblee pubbliche, si pongono come interlocutori dell'Amministrazione, decisi a non darsi per vinti. Vogliono rimanere nelle loro case, in affitto.
Il prossimo appuntamento è per Venerdì 3 dicembre alle 13,00 a Palazzo Marino. Ci sarà una apposita Commissione Casa e Demanio. C'è aspettativa, siamo sotto elezioni...
Una domanda sorge spontanea: a quando un bilancio di quanto ci stanno costando e ci costeranno le cartolarizzazioni per l'EXPO 2015 in termini sociali? Ci auguriamo che a farlo sia l'Amministrazione Comunale stessa e non il Terzo Settore che è sempre pronto ad intervenire nelle maglie lasciate rotte dal passaggio della politica.
Le Associazioni di Quarto Oggiaro rilanciano, quindi, la proposta di creare un Laboratorio sui temi e gli aspetti dell'Expo 2015 nella pubblica Villa Scheibler. La valorizzazione del patrimonio pubblico è soprattutto questo, farlo vivere dai veri padroni di casa: i cittadini.

1 dicembre 2010
Susanna Cernotti

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