martedì 15 febbraio 2011

LE 7 TORRI DI VIA DE ROBERTO: MARTEDI' 15 FEBBRAIO ASSEMBLEA PUBBLICA IN SANTA LUCIA

SI AVVICINA LA DISMISSIONE DELLE 7 TORRI DI VIA DE ROBERTO CHE SEGNERÀ LA FINE DI 30 ANNI DI AUTOGESTIONE. META' DEGLI INQUILINI NON CI STA E CONVOCA UN'ASSEMBLEA PER MARTEDÌ  15 FEBBRAIO ALLE 20.30  C/O LA PARROCCHIA SANTA LUCIA DI VIA DE ROBERTO

Ci siamo dati appuntamento il 3 dicembre 2010 a Palazzo Marino per una Commissione Casa centrata sul problema delle 7 torri di via De Roberto/Lessona. L'appuntamento è andato disatteso, la Commissione è stata annullata il giorno prima e rimandata a data da definirsi. Ai primi di febbraio 2011 alcuni inquilini hanno sollecitato l'impegno del Comune a convocare la Commissione, tuttavia, nessun politico lo ammetterà apertamente, la commissione non si farà più.

Il Fondo Immobiliare Comune di Milano Primo, infatti, ha già cominciato la dismissione del patrimonio inserito nel fondo e non è più possibile tornare indietro. A destra e a sinistra si avanzano ora soluzioni creative, tra cui sfilare le torri di via De Roberto dal fondo, un'operazione che costerebbe alle casse comunali svariati milioni di Euro. Una strada probabilmente impraticabile viste le condizioni delle casse comunali. In più il caso creerebbe un precedente pericoloso per tutti gli altri immobili inseriti nei fondi del Comune di Milano (Primo e Secondo).
Nel precedente articolo abbiamo presentato i disagi e le problematiche legate agli stabili ed ai garage di Via de Roberto raccontati da alcuni inquilini (LEGGI L'ARTICOLO).  Per approfondire questa vicenda abbiamo parlato del futuro di queste 7 torri e dei suoi abitanti direttamente con la Presidente dell'Autogestione, la sig.ra Adriana Assegnati.
Già, perché le torri dal 1980 ad oggi hanno goduto dei vantaggi dell'autogestione per quanto riguarda i lavori di manutenzione ordinaria. Attraverso 7 rappresentanti eletti direttamente dagli inquilini, uno per torre, l'autogestione, va sottolineato, ha permesso un sostanziale abbattimento delle spese ordinarie (per es. risparmio di 110.000 euro nella gestione 2009-2010) e una rappresentanza legale che ha ottenuto anche la vittoria di alcune cause contro la proprietà (Comune di Milano) per questioni di crolli strutturali ed infiltrazioni di acqua. In un articolo del regolamento, per esempio, il Comune di Milano impose la responsabilità delle morosità degli inquilini all'autogestione, la quale fece causa e vinse. Peccato che dal 1987 ad oggi, non ci è dato sapere se il Comune di Milano abbia mai riscosso i soldi dagli inquilini morosi.

Con la vendita delle prime case smetterà di esistere anche questo esempio virtuoso di autogestione. Si insedierà un amministrazione condominiale esterna con probabile lievitazione delle spese ordinarie.
Di questo ne sono consapevoli gli inquilini che hanno deciso di procedere comunque all'acquisto. Non abbiamo scelta, ci dicono. Dobbiamo compare a tutti i costi perché il mercato degli affitti privati sarebbe comunque inaccessibile per le nostre pensioni. Così 107 famiglie hanno dato mandato di acquisto ad un mediatore, altre 15 hanno accettato a qualunque condizione.
Questo non toglie che si sia formato un coordinamento tra gli inquilini propensi all'acquisto con lo scopo di ottenere interventi straordinari dalla BNP prima dell'acquisto. La BNP ha già realizzato – elenca l'Assegnati – i contabilizzatori, la trasformazione dell'impianto di riscaldamento da gasolio a metano, l'impianto idrico generale, l'antincendio delle parti comuni, l'impianto elettrico dei box. Lo scopo è quello di ottenere le certificazioni delle parti comuni. In progetto c'è ancora la messa in sicurezza delle cisterne e i box sotterranei, per ora, sono solo puntellati.
Quello che proprio sembra irrealizzabile è la coibentazione esterna, la BNP non vuole saperne di pagarla. Gli inquilini si sono informati sul costo dell'intervento, circa 6 mila euro, che ricadrà su ogni famiglia dopo l'acquisto.
Resta aperto anche il discorso amianto. Le canne fumarie in cucina sono completamente rivestite di mattonelle di cemento-amianto. Sono murate ma all'interno passano i tubi dell'acqua e, in futuro, quando si renderanno necessari gli interventi di manutenzione, l'amianto potrebbe essere rimesso in circolo. Nessun responsabile della sicurezza ha fatto il giro delle case per informare gli occupanti e gli addetti alle pulizie sui rischi e sulle cautele da adottare. Una buona notizia invece sul fronte amianto nelle canne dei bagni: ci sono soltanto tubi in PVC, niente amianto.
La BNP vuole concludere la vendita in fretta. Le speranze di una soluzione alternativa si assottigliano. Chi non vuole comprare si è rivolto ai sindacati. E' stata indetta un'assemblea per martedì 15 febbraio alle 20,30 c/o la Parrocchia Santa Lucia di via De Roberto.
L'unica speranza per le famiglie delle torri di via De Roberto che non vogliono o non possono acquistare sono le ulteriori garanzie sociali introdotte dall'allegato L, rettificate nella Delibera della Giunta Comunale del 14/05/2010. Nato e approvato nel 2009 in seno alla nascita del Fondo Immobiliare Comune di Milano Secondo, l'allegato L  è retroattivo e sarà applicabile anche al Fondo Immobiliare Comune di Milano Primo. Le garanzie sociali vengono estese ai conviventi e agli eredi. Si introduce la possibilità di esercitare i diritti anche in forma collettiva attraverso delle cooperative sociali, si abbatte del 50% il costo dell'usufrutto calcolato sull'età del coniuge più giovane, si garantisce il trasferimento in immobili ERP del Comune a gli inquilini in possesso dei requisiti per l'accesso al canone sociale e moderato.
Rimane da verificare come la teoria si trasformerà in pratica e quanto ci costerà sul piano umano e sociale lo smembramento di 30 anni di relazioni e amicizie tra gli inquilini e il quartiere.

Milano, 15 febbraio 2011 - Susanna Cernotti

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