martedì 13 dicembre 2011

Intervento al PGT sulla Strada Interquartiere Nord a cura dell'Arch. Francesco Bonacci del Comitato Concilio Vaticano II

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento al PGT prot. n. 882969- 882983- 882996- 883010- 883030- 883046/2010 del 12/11/2010 sulla Strada Interquartiere Nord consegnato all'Assessore De Cesaris dall'Arch. Francesco Bonacci del Comitato Concilio Vaticano II, Coordinamento Comitati Antigronda.

Innanzitutto diamo atto a questa Amministrazione che almeno sulla Gronda si intravede una svolta, duplice:
1)    a livello di metodo: ascolto delle istanze territoriali, rispetto e attenzione (non sappiamo se siamo già alla partecipazione effettiva ma almeno nelle intenzioni dichiarate sì);
2)    su scelte programmatiche il coraggio di un passo indietro, come  su provvedimenti non abbastanza partecipati come il PGT e su progetti scellerati come la Gronda.
Sulla Gronda riepiloghiamo:
·    Pisapia in campagna elettorale ha detto che la Gronda non si faceva più;
·    Lo ha detto l'ass. De Cesaris in Zona 9;
·    Lo ha detto l'ass. Maran il 16 novembre scorso in Commissione viabilità;
·    La diamo per acquisita, la Gronda non si fa e sparisce dal PGT.

Ma noi dei comitati temiamo non basti. C'è il procedimento aperto della VIA sulla tratta Zara-Rho Expo.
In seno ai Comitati si ritiene che il procedimento della VIA presenti alcuni aspetti di illegittimità in rapporto alle sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Europea.
Nel frattempo presenteremo comunque le nostre osservazioni che ribadiscono che il progetto definitivo è ambientalmente insostenibile così come lo era il preliminare e come il concetto stesso dell'asse veicolare radiale est-ovest.
Peraltro che sia un progetto inutile lo dice paradossalmente lo stesso studio ambientale, sostanzialmente perchè si conferma l'assioma che qualsiasi  strada in più attira nuovo traffico, lungi dal ridurlo, e la fluidificazione del traffico può essere solo parziale e temporanea.
Osserviamo che la VIA non ha considerato l'opzione alternativa della Tramvia sullo stesso percorso est-ovest, vi invitiamo a recuperare la proposta del Coordinamento comitati antigronda presentata in Comune a giugno 2010 e poi nell'ambito delle osservazioni; secondo noi è questa l'infrastruttura necessaria e quindi da inserire in PGT, auspicando che se ne trovino i finanziamenti.
Sull’affermazione del Comune che il Lotto 1 Eritrea Expo sia indispensabile nutriamo forti perplessità -dal punto di vista tecnico-, innanzitutto riguardo alla scelta di trasportare i visitatori sul 1000 pulman al giorno con partenza da non si capisce dove, lo abbiamo già accennato a Maran e non vogliamo riprenderlo in questa sede, dove ci interessa evidenziale altri punti, che sono i seguenti.
Confidiamno che l'esito della VIA sia una dichiarazione di incompatibilità ambientale. In questo caso il collegamento Eritrea Expo non sarebbe più questo Lotto 1 e dovrebbe anche differirne -potrebbe essere un discrimine sufficiente il fatto che sia riservato al trasporto pubblico sia su rotaia che su ruota , specie se le carreggiate fossero 1 per senso di marcia e non più 2.
Se invece la VIA avvallasse il progetto defiitivo, vogliamo sperare che il Comune non ritenga di approvare il progetto definitivo per intero, ma semmai stralciare il solo Lotto 1, altrimenti a che serve cancellare dal PGT la previsione se resta agli atti un progetto approvato che un giorno qualcuno potrebbe riesumare?

Quindi:
1. -Anche se compete alla Commissione regionale- auspichiamo che la VIA non avvalli il progeto definitivo, il che riteniamo non pregiudichi la soluzione ottimale per  il collegamento con l'Expo.
2. In caso di valutazione di compatibilità, chiediamo che il Lotto 1 sia stralciato e sul Lotto 2 ci sia una delibera di giunta (atto di indirizzo) di impegno a non realizzare mai più il lotto 2.
3. Per il Pgt, resta da pianificare sul sedime del Lotto 2, innanzitutto –riteniamo- prevedendo la linea continua di trasporto pubblico Expo- Gobba, e poi, magari, un’asse ecologico -in coerenza con i temi dell'Expo- di orti urbani e fonti energetiche rinnovabili (biomasse, fotovoltaico), fatte salve alcune situazioni specifiche locali dove serva integrare invece altre funzioni.

Milano, 12 dicembre 2011
Arch. Francesco Bonacci
francescobonacci@tiscali.it

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