lunedì 5 dicembre 2011

VIA DE PISIS - VIA CARLO PERINI. Rotatoria… o rotonda: perché no?

Riceviamo dalla Newsletter n° 33 di Parco Certosa (blog.parcocertosa.it)
Una delle problematiche più importanti del nostro quartiere è quello della cosi detta “mobilità”. Torniamo di nuovo ad occuparci dell’incrocio stradale tra la “forchetta” di via Carlo Perini e il  tratto della nuova via De Pisis. Tale intersezione era stata progettata in modo da poter regolare il traffico veiolare, ciclabile e pedonale (anche per non vedenti) grazie a un moderno impianto semaforico. Da un paio di mesi però, dopo un lungo periodo di ininterrotto funzionamento (in azione 24 ore su 24), l’attività di tale impianto è stata “limitata” a una generica segnalazione di pericolo grazie a un lampeggio a luce gialla (sempre 24 ore su 24).
In pratica, il corretto rispetto delle precedenze di veicoli, biciclette e pedoni in transito risulta ora demandato al rispetto della segnaletica fissa, orizzontale e verticale, così come previsto dal Codice della Strada. Anche se ora non si formano più code di veicoli in inutili e prolungate attese; soprattutto nelle ore di punta, sembra opportuno cogliere l’occasione per sottolineare come il progetto dell'incrocio di cui stiamo parlando sia stato, in un certo senso, pericolosamente “violentato”. Non sembra, infatti, facile una immediata percezione degli obblighi di precedenza: le corsie di accumulo previste per i veicoli in attesa di poter “svoltare” non sono di lunghezza adeguata (col rischio di blocco totale dell’incrocio) e gli innesti (secchi a 90°) sono realizzati senza alcun invito o raccordo, per cui, i veicoli sono spesso costretti ad “allargare” le proprie traiettorie per non urtare i cordoli (invadendo però così la corsia adiacente a quella da loro impegnata, con evidenti rischi di sicurezza).
Nella specie, la soluzione più semplice, come ci hanno segnalato diversi abitanti potrebbe essere quella di eliminare l’incrocio semaforico in questione, sostituendolo con una rotonda (o rotatoria), come da tempo avviene su gran parte delle nostre strade statali, provinciali ecc. Magari prestando particolare attenzione anche alle esigenze di pedoni e ciclisti lasciando – per esempio – i semafori a “chiamata”. Una tale soluzione non sembrerebbe del resto neppure in contrasto con il progetto iniziale di viabilità, che prevedeva due corsie di marcia per ognuna delle due carreggiate della nuova strada.

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