sabato 2 giugno 2012

Foto di gruppo in una scuola di Quarto Oggiaro. Come conquistare i ragazzi con il giusto flow

Da corriere milano del 2 giugno 2012
Foto di gruppo in una scuola di Quarto Oggiaro. Come conquistare i ragazzi con il giusto flow di Seble Woldeghiorghis
“Oh! Ma quando la rifacciamo ‘sta cosa?” Rifacciamo cosa? Parlare di “Seconde Generazioni”, coesione sociale, incontro tra culture e nuova cittadinanza? Sogno o son desta? Ho veramente sentito questa domanda da un teenager? Ebbene sì, al termine di un incontro all’Istituto Greppi di Quarto Oggiaro mi si avvicina uno studente chiedendomi di programmare a breve un altro incontro con la sua scuola perché è stato entusiasta dell’idea di potersi confrontare con ragazzi della sua età su tematiche sociali, ascoltando musica e ballando.

Anche gli studenti del Bertarelli e della Casa del Sole del parco Trotter hanno partecipato attivamente a RiGenerazioni, settimana dedicata alla nuova cittadinanza promossa dall’assessorato Politiche sociali e cultura della salute del Comune di Milano. Niente convegni o conferenze sul tema, questo perché non sarebbe stato lo strumento ideale per raggiungere il target principale di questa iniziativa: i giovani (di prima, seconda, terza o eccetera generazione). Troppo spesso infatti si parla dei giovani senza utilizzare un linguaggio a loro vicino, escludendoli da un processo in cui possano essere veramente attivi.
I ragazzi incontrati in questa settimana nelle scuole milanesi ci hanno dimostrato come gli strumenti siano importanti quanto i contenuti.
In particolare l’utilizzo delle nuove tecnologie, della musica e del ballo hanno spalancato le porte per poter parlare con gli studenti di temi quali la cittadinanza, il rispetto del diverso e l’impegno sociale senza vederli sonnecchiare o sbadigliare.
Attraverso il canto e il ballo del gruppo americano F.E.W. Collettive, giovani milanesi e giovani statunitensi hanno ragionato sul potere della comunità quale punto di forza per costruire una città di cui ci si possa sentire fieri di appartenere, da Quarto Oggiaro fino a Porta Romana.
C’é chi potrebbe obiettare che la cultura sia altro e che il rap, la beat box o la break dance non contribuiscano all’evoluzione culturale delle giovani menti, ma credo che vedere i ragazzi partecipi e soprattutto collaborativi debba far riflettere. Propongo questa foto fatta proprio all’Istituto Greppi, una struttura di periferia che spesso rappresenta l’ultima spiaggia per molti ragazzi prima dell’abbandono definitivo del percorso scolastico e in cui gli insegnanti fanno un lavoro straordinario.
Questa immagine testimonia meglio di tante parole quanto si possa coinvolgere i giovani nella progettazione di una città nuova e nell’elaborazione di politiche che possano fare di Milano una vera e propria metropoli internazionale….basta solo avere il flow giusto.

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