domenica 3 dicembre 2017

Milano, il clochard della Scala accolto al dormitorio di Quarto Oggiaro: «Inizia la mia rinascita»

Per il clochard della Scala e il suo fido quattrozampe si aprono le porte del dormitorio di via Graf: Fonte Il Corriere della Sera di Luca Salvi 

Un tetto su Peppe e Tommy. Per il clochard della Scala e il suo fido quattrozampe si aprono le porte del dormitorio di via Graf. Dopo aver letto la storia del 44enne originario di Napoli finito sulla strada cinque anni fa, i servizi sociali del Comune hanno deciso di dargli l’opportunità di ricominciare. Nella struttura di Quarto Oggiaro, gestita dalla cooperativa Angel Service, vengono forniti un letto e un pasto caldo non solo ai senzatetto ma anche ai loro animali. È là che l’assessorato alle Politiche sociali ha trovato un posto per Peppe, attraverso il Casc, il centro di via Ferrante Aporti rivolto agli homeless: «Siamo contenti, ora potremo aiutarlo attraverso i nostri servizi», commenta l’assessore Pierfrancesco Majorino. 
«Per me è come rinascere». Non nasconde la felicità il senzatetto che trascorreva le notti in un sacco a pelo rosso davanti all’ingresso del Teatro alla Scala. E che finora aveva sempre rifiutato il ricovero in un centro di accoglienza, temendo di doversi separare dal suo cagnolino. «Tommy è un trovatello. Da quando l’ho incontrato alla stazione di Rogoredo cinque anni fa - ricorda Peppe - non me ne sono più separato. Di giorno, se non faccio l’elemosina, lo porto al parco. Al Sempione o in via Livigno, dove abitavo con mia moglie prima di separarmi».


Meccanico di linea, cinque anni fa Peppe si è dovuto dimettere accettando una buonuscita di 37 mila euro: la sua ditta si trasferiva all’estero. Anche il suo matrimonio, dopo sette anni, era andato in crisi. Da allora «ho fatto qualche lavoro saltuario - prosegue Peppe - imbianchino, mulettista, autista, maggiordomo. Non sempre mi pagavano in tempo. E intanto ho perso tutti i soldi. Ho dovuto lasciare la casa in Bovisa perché non potevo più pagare il mutuo. E da un anno e mezzo sono disoccupato». Ma la voglia di rimboccarsi le maniche non gli manca. «Con una cooperativa sociale vado spesso a ripulire il Parco Adda Nord, a Imbersago. Tommy è la mascotte del gruppo». Gli aiuti, in questo periodo sulla strada non sono mancati. Le vettovaglie portate da Croce Rossa e City Angels, l’amicizia stretta con don Renzo, ex cappellano all'ospedale Niguarda che una mattina se lo trovò davanti alla chiesa. Ma il sostegno più importante arriva ora. «Ora posso ricominciare». Dopo un tetto, ora l’obiettivo è trovare un lavoro.

Corriere della Sera di Luca Salvi
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